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mercoledì 08 settembre 2010 |
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su Nuova Società del 6/9/2010 di Elena Romanello
L'ospite straniero più illustre che ha
ospitato la festa del Pd di Torino è stata Shirin Ebadi, premio Nobel
per la pace nel 2003, attivista iraniana per i diritti umani oggi in
esilio: ha lasciato il suo Paese nel 2009, all'indomani delle discusse
elezioni che hanno riconfermato come presidente Ahmadinejad e dato vita
ad una repressione che ha colpito anche lei e la sua famiglia. Con lei
ha dialogato il senatore del Pd Pietro Marcenaro, presidente del
Comitato permanente sui diritti umani. |
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martedì 03 agosto 2010 |
Roma, 03 AGO (Il Velino) - "Votiamo convintamente a favore del decreto
di proroga delle missioni internazionali perche' siamo consapevoli che
la sicurezza e la stabilita' sono un bene comune al quale tutti hanno il
dovere di contribuire e che questo e' sempre piu' vero nei nuovi
scenari internazionali". Lo ha dichiarato il senatore Pietro Marcenaro,
annunciando la dichiarazione di voto del suo gruppo sul provvedimento di
rifinanziamento delle missioni militari in discussione oggi a Palazzo
Madama. "Ma questo voto favorevole - spiega Marcenaro - non ci impedisce
di rivolgere una critica seria all'impostazione e alle scelte del
governo che non si e' presentato a questa discussione con una
valutazione politica e una analisi delle diverse missioni nelle quali
l'Italia e' impegnata, presentando un bilancio, individuando le
prospettive, esaminando le scelte e le alternative politiche presenti".
"I gruppi del Partito democratico - prosegue il senatore del PD - hanno
presentato alla Camera e al Senato una legge quadro sulle missioni
internazionali che e' stata incardinata per la discussione alla Camera
ma che giace da oltre due mesi senza progressi.
Anche per questo, dunque, la decisione delle Commissioni Esteri e Difesa
del Senato di condurre nei prossimi mesi una indagine conoscitiva della
situazione in Afghanistan e' una scelta significativa". "Chiediamo e ci
attendiamo - conclude Marcenaro - che il governo non manchi nei
prossimi mesi di informare e di discutere in Parlamento le decisioni che
dovranno essere assunte. Per quanto ci riguarda, con il nostro voto
positivo intendiamo mettere al riparo le missioni internazionali
dell'Italia e gli 8.000 militari in esse impegnati dal disordine
politico in cui la crisi della vostra maggioranza sta gettando il
Paese".
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domenica 01 agosto 2010 |
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(ASCA) - Roma, 27 lug - Istituire una indagine conoscitiva ''Sulle condizioni di svolgimento e sulle prospettive della missione italiana in Afghanistan''. A proporla oggi i senatori del Pd, membri delle Commissioni Esteri e Difesa, nell'ambito del dibattito parlamentare sulla proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia.
''Questa indagine - dichiara Pietro Marcenaro, capogruppo Pd in Commissione Esteri - mira ad approfondire la conoscenza sulle condizioni di svolgimento della nostra missione in Afghanistan e a rendere possibile un effettivo monitoraggio e controllo, mettendo il Parlamento in condizione di svolgere quel ruolo di indirizzo che gli spetta. E' un atto tanto piu' necessario - prosegue Marcenaro - dopo la realta' messa in luce dalla pubblicazione in questi giorni dei documenti riservati dei comandi americani''.
''L'auspicio - dichiara Gian Piero Scanu, capogruppo Pd in Commissione Difesa - e' quello di concludere questa indagine in un arco di tempo di sei mesi e trovare al termine della stessa una posizione comune sulle iniziative da intraprendere per contribuire, con proposte condivise, a una piu' efficiente ed efficace iniziativa italiana e al miglioramento del ruolo che il Parlamento puo' svolgere''.
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venerdì 16 luglio 2010 |
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Pietro Marcenaro su
Europa del 16 luglio 2010
Dopo le elezioni presidenziali del giugno 2009 una durissima
repressione ha messo fine alle manifestazioni che, fino alla fine di
dicembre, avevano riempito le strade di Teheran, di Isfahan e delle
altre città iraniane. Ma non è riuscita a metter fine alla protesta
popolare, al movimento verde e alla crisi politica profonda che scuote
il paese. Non solo l’opposizione non si è piegata, ma i suoi leader
principali – Mousavi, Karrubi e Katami – hanno conquistato nuova
autorità morale con un comportamento coraggioso e prudente e anche
riesaminando e cambiando nel corso di questa esperienza le posizioni
del passato. Essi sono stati testimoni di una versione democratica e
non violenta di quella cultura del sacrificio e del martirio così
profondamente radicata nella retorica religiosa e nazionalistica
dell’Islam sciita.
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