mercoledì 08 settembre 2010

L'agenda del mese

28 AGOSTO-12 SETTEMBRE

FESTA NAZIONALE PD
P.za Castello, Giardini Reali

PROGRAMMA FESTA



5 settembre
TORINO - Festa democratica
ore 21,00 I DIRITTI DI TUTTI
incontro con Shirin EBADI
con P. Marcenaro, E. Martinelli
6-7-8 settembre
BELGRADO - Consiglio d'Europa
Riunione Commissione questioni politiche - sul consolidamento della pace nell'ex Jugoslavia
Presentazione memorandum su "Riconciliazione e dialogo politico tra i paesi della ex-Jugoslavia" - a cura del Sen Pietro Marcenaro

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Collegio virtuale (ma non solo) sul tema sicurezza-immigrazione PDF Stampa E-mail
giovedì 26 giugno 2008

Cari amici,
come ho scritto nei giorni scorsi vorrei sperimentare la possibilità di ascoltare sui principali temi dell’agenda politica e parlamentare le opinioni in primo luogo delle persone con le quali ho un legame di stima e di amicizia reciproca  e di tanti che   hanno contribuito alla campagna elettorale del PD e hanno un interesse per questo progetto.

Forse in questo modo ciascuno di noi può contribuire nel suo piccolo ad   allargare la partecipazione alla discussione politica e alle decisioni che devono essere prese.
Come primo punto si può partire dalla questione “sicurezza e immigrazione” , che mi pare oggi alla ribalta dell’attenzione pubblica, oltre che dell’agenda politica e parlamentare.
Possiamo cominciare a discuterne attraverso una sorta di “collegio virtuale”, in vista di un incontro, per il quale proporrei la data di lunedì 14 luglio, anniversario della rivoluzione francese e giornata propizia a discutere di diritti e libertà.
Contributi alla discussione, opinioni più o meno lunghe, pensierini o telegrammi che potete inviare attraverso la vostra mail (o qui direttamente sul sito), saranno poi raccolti e qui pubblicati  e naturalmente saranno discussi all’incontro di luglio.

Per vostra documentazione, potete trovare, su questo sito, un dossier di approfondimento sul pacchetto sicurezza.

Ci sono tante domande possibili, tante domande a cui cercare una   risposta.
Quali le premesse della situazione attuale? Cosa sta capitando nell’opinione pubblica? E’ un fenomeno solo italiano o molto più ampio, come si direbbe guardando ad esempio alle recenti deliberazioni del parlamento europeo?
Perché noi non abbiamo visto o affrontato questo problema quando eravamo maggioranza?
Quali sono i discorsi e le proposte che il governo sta portando avanti?
Quali sono le scelte e le alternative che si presentano?  Dire di no. Dire di sì. Dire dei sì e dei no?
Cosa è giusto fare? Cosa bisogna respingere? Le cose sono giuste o sbagliate, da accettare o da respingere in quanto tali o a seconda dui chi le fa, di chi governa in quel momento?
Bisogna tenersi fuori o cercare di limitare i danni, almeno quelli più gravi perché più pregiudizievoli del futuro?

Naturalmente tutto questo porta anche a riflettere sugli sviluppi della situazione generale.
Berlusconi, dopo qualche settimana di buoni propositi, è ritornato a essere e a fare Berlusconi.
E noi?
Il tentativo di costruire un bipolarismo diverso,   di cercare di dare al paese una politica diversa dalla contrapposizione distruttiva che ha caratterizzato gran parte degli ultimi anni , deve essere considerato una illusione e messo da parte? O invece anche i fatti degli ultimi giorni dimostrano che quella strada è l’unica davvero alternativa a questa destra insopportabile?
E via dicendo... Un caro saluto.
Pietro Marcenaro

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Commenti (30)Add Comment
attività delle commissioni parlamentari
scritto da sergio briguglio, luglio 14, 2008
Cari amici,
la Commissione affari costituzionali della Camera ha approvato ieri
il parere sullo schema di decreto legislativo "asilo". La Commissione
invita il Governo a valutare l'opportunita' di ripristinare, in
parte, l'effetto sospensivo automatico del ricorso.

La Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera ha
espresso, per parte sua, parere favorevole sul decreto-legge
112/2008, invitando le Commissioni di merito a valutare
l'opportunita' di una modifica dell'art. 37 - quello che modifica l'art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998 - atta ad evitare che il cittadino
comunitario sia discriminato rispetto allo straniero. Molto positivo
il lavoro svolto dall'On. Gozi sul punto.

Su entrambe le questioni rinvio al contenuto di miei precedenti messaggi.

Cordiali saluti
sergio briguglio
...
scritto da Gianni Pettinato, luglio 12, 2008
Trovo assolutamente necessario il percorso indicato, abbiamo molto da riflettere sul tema, anche in virtù dello spostamento verso la paura xenofoba che la destra propone in continuo. Grazie per l'iniziativa che a mio parere dovrebbe trovare spazio di dibattito anche con le associazioni che con gli immigrati interagiscono quotidianamente.
...
scritto da mario carrara, luglio 12, 2008
Caro Pietro,
ho letto rapidamente i materiali che hai inviato e nei prossimi giorni cercherò di approfondire; ho letto anche i molti commenti e concordo con quasi tutti; ho anche assistito alla interessante riunione pressso la comunità ebraica con ottimi interventi ma scarse indicazioni sul che fare o ,alla Alvar, sulla prognosi. Su questo non ho certo idee chiare: inseguire leghisti e compagnia sulle loro campagne di "pancia" o procedere con iniziative ultra minoritarie di "testimonianza"non mi sembrano proposte sufficienti.
Ma c'è una questione che vorrei mettere in luce come importante per il tema di cui parliamo ma anche più in generale: la stampa e i media in generale.
Per fare un esempio la Stampa con la S maiuscola: per un buon articolo di B. Spinelli di domenica ci sono poi nel corso della settimana articoli e titoli che vanno in direzione del tutto opposta, configurando una linea editoriale volta suscitare allarme e insicurezza,con notizie spesso non false in sè ma presentate male, ignorando statistiche e contesti( che non possono essere sconosciuti ai giornalisti e al direttore) a favore di casi eclatanti ed eccezionali che vengono fatti apparire come esempi di una tendenza che invece non esiste .
Lo stesso vale per molti altri giornali gratuiti o meno e per varie trasmissioni televisive.
Non pensi che sia possibile anche sul breve periodo, con tante teste brillanti e penne acuminate (anzi tasti incandescenti) che abbiamo, lanciare ,sulla rete per cominciare, una campagna precisa di denuncia e accusa giorno per giorno, di questo " andazzo"?
Applicare la legalità
scritto da Alvar Berlanda, luglio 11, 2008
Concordo con l’analisi di Alberto Collo sul problema criminalità e sui rapporti sicurezza-legalità. Analisi ottima, ma il problema, più che la diagnosi, mi sembra la prognosi. Bisogna sforzarsi di proporre soluzioni, anche parziali, anche solo di avvio alla risoluzione del problema.
Sul problema dell’immigrazione e della sua regolamentazione, mi sembra che ci siano molte cose da fare e ne proporrei una, parziale, ma penso importante. La applicazione della legge. Perché è così difficile, da parte di coloro che ne hanno diritto, ottenere permessi di soggiorno, rinnovi, documenti validi ecc? Gli uffici sono intasati, i richiedenti maltrattati, informazioni non disponibili, code sfiancanti. Tutti ne sono al corrente, le testimonianze non si contano. Agenzie sono sorte per il disbrigo delle pratiche che pretendono cifre alte (centinaia di euro) per spingere la pratica, informarsi sulla sua posizione, preparare i documenti, non sempre con successo.
Su questo, forse si può fare concretamente qualcosa, anche dall’opposizione, anche dagli enti locali. Ed è un passo.

alvar berlanda
no ai provincialismi nella discussione
scritto da Maria Pace Nemola, luglio 11, 2008
Caro Marcenaro

Ho ricevuto da un amico la documentazione "Invito alla discussione sui temi della sicurezza e dell'immigrazione", da Lei distribuita, e mi appresto a scrivere qualche parola al riguardo.
Ci siamo incontrati molte volte a Torino e ci siamo salutati negli anni passati, (...). Ora sono entrata anch'io nel PD e, pur abitando in Circoscrizione Centro, mi sono presentata e sono stata eletta nel coordinamento del Circolo Territoriale PD di San Salvario, dove anche sono referente per la Commissione Cultura, essendo la cultura il punto focale di tutte le mie attività ed interessi.
Non posso entrare nello specifico dei provvedimenti legislativi, perché non ne ho le competenze, essendo laureata in filosofia teoretica e non in legge, però qualche considerazione posso farla.
Soprattutto mi preoccupa la situazione di "caccia alle streghe" o "dagli all'untore" di manzoniana memoria, perché sono fermamente convinta che il problema dell'immigrazione sia estremamente complesso e variegato e quindi debba essere affrontato in tutte le sue sfaccettature ed è il caso di uscire dai provincialismi che attanagliano sempre più la mentalità e le teste della gente (anche se non si devono dimenticare i loro "problemi particolari" o anche solo ciò che essi sentono come loro problema particolare), per affrontare tutta la complessità della situazione, nell'ambito di una cooperazione coordinata (almeno) con gli stati europei.
Vorrei dirLe altre cose, ma sono di partenza per una breve vacanza in Germania, precisamente Monaco di Baviera, (dove ho anche vissuto e svolto attività politica attiva per undici anni). Comunque sarò di ritorno il giorno 14 e quindi conto di poter intervenire alla manfestazione di piazza Madama Cristina, dove potrò incontrarLa e salutarLa personalmente.
Colgo anche l'occasione per chiederLe di inserirmi nella Sua mailing list, perché mi farebbe piacere ricevere direttamente da Lei informazioni e commenti sull'attività politica a livello nazionale, anche se già ricevo regolarmente la newsletter del PD.

Cordiali saluti e, quindi, a presto.
Maria Pace Nemola
perplessità su quale via percorrere
scritto da franco marenco, luglio 09, 2008
Caro Pietro, seguo le tue iniziative con molto interesse, e spero di essere presente a Torino il 14. In linea generale devo dire di essere molto perplesso e incapace di indicare una strada da percorrere.
Sull¹immigrazione mi pare di avere idee ormai superatissime e inutilizzabili: secondo me le nostre città maggiori dovrebbero gloriarsi di
avere dei rioni a prevalenza straniera, come succede in tutte le grandi città d¹Europa (e non solo) ma mi rendo conto che un¹idea come questa sia da tenere rigorosamente nascosta; certe volte, di fronte ai disastri che
qualche straniero combina anch¹io mi sento rivoltare il sangue, ma riconduco tutto ciò in un processo di relazioni umane in cui la presenza dello straniero non c¹entra più niente, cioè nella normalità del rapporto fra
leggi, scritte e non, e infrazioni delle stesse.
Sulla situazione politica idem: per me le attuali mosse del premier sono parto di una fantasia malata, più che di una realtà sotto gli occhi di tutti. Come uscirne? La linea Veltroni si dibatte fra due estremi, da una
parte la volontà di governare (che fa escludere le "ali") e dall'altra l'esigenza della giustizia (che parla a favore delle vecchie prospettive uliviste). La linea Di Pietro almeno taglia il nodo gordiano, e si schiera
tutta da una parte sola, come tutti credo vorrebbero fare salvo che il futuro si fa in questo modo ancora più nero...
Il fatto che da te venga un appello alla discussione è molto giusto, ma spero che non nasconda un imbarazzo simile al mio: credo che indicare delle strade adesso sia davvero difficile, per te come per tutti noi.
Ciao, spero di vederti presto. Franco
segnalazione di un altro documento
scritto da sergio briguglio, luglio 08, 2008
Sull'argomento segnalo un altro documento: http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/g iugno/ semin-frascati-19-6-2008.pdf .

Riporta dati interessanti tratti dal Rapporto sulla criminalita' in Italia del Ministero dell'interno.


Cordiali saluti
sergio briguglio
tenetemi aggiornato
scritto da Guido Brosio, luglio 08, 2008
Grazie per l'invito e l'interessante iniziativa, nonche' per la ricca documentazione inviatami.
Purtroppo sono impegnato negli Stati Uniti sino ad ottobre, ma la lettura e' assai interessante e mi aggiornera' su questi temi.
Un cordialissimo saluto, Guido Brosio
alla prossima occasione...
scritto da Alberto Collo, luglio 08, 2008
Purtroppo il 14 luglio non potrò essere presente, ma spero ci saranno altre occasioni, che ritengo fondamentali in questa situazione di confusione di menti e cuori.
Auguro a tutti una proficua e serena discussione

Alberto Collo
auguri per il 14
scritto da Roberto tumbarello, luglio 08, 2008
Formulo i migliori auguri per la riuscita della manifestazione. Carissimi saluti
Roberto tumbarello
Lettera aperta su Lodo Schifani
scritto da Pd VCO, luglio 08, 2008
segretario nazionale del PD Walter Veltroni
Al capogruppo del Senato Anna Finocchiaro
Al capogruppo della Camera Antonello Soro
Ai Deputati e Senatori PD Piemonte
Al segretario regionale Gianfranco Morgando
Siamo un gruppo di dirigenti, militanti del PD e semplici cittadini della provincia del Verbano Cusio Ossola.
Vi scriviamo per manifestare la nostra contrarietà a quanto emerso in questi giorni sui mezzi d’informazione, in merito alle presa di posizione di alcuni autorevoli dirigenti del PD (a partire dai nostri capogruppo parlamentari), possibilisti nell’approvare il “lodo Schifani” che prevede di mettere al riparo dai processi le più alte cariche dello stato.
Non siamo né giustizialisti, né “supporter” del fare politica gridata alla Di Pietro ma, come noi, molti militanti della base del partito sono rimasti abbastanza basiti da questa presa di posizione assolutamente incomprensibile che rischia di scavare un (ulteriore?) solco tra il gruppo dirigente e i cittadini.
Non riusciamo a capirne i motivi, ed al di la delle risposte piccate (giustamente) a Di Pietro non c’è, nelle vostre dichiarazioni, nessuna spiegazione del perché, in questa fase, dovremmo fare questo favore al Governo nazionale.
Se aggiungiamo che nelle stesse ore, anche con il nostro voto, in parlamento la commissione per l’autorizzazione a procedere ha negato l’arresto ad un deputato che aveva dichiarato il falso pur di farsi eleggere (il caso del finto residente all’estero Di Girolamo), il quadro ci preoccupa ancor di più.
Vi scriviamo solo per farvi sapere che queste posizioni sono per noi, e crediamo ai più nel PD, incomprensibili e sbagliate, e vi invitiamo ad illustrarci le motivazioni di queste dichiarazioni e di queste scelte.
Cordiali saluti
Iniziativa 7 luglio
scritto da Comunità ebraica di Torino - Comitato Oltre il Razzismo, luglio 08, 2008
Società e xenofobia - lunedì 7 luglio, ore 21.00 Centro Sociale, Piazzetta Primo Levi, 12

Incontro organizzato in collaborazione con il Comitato Oltre il Razzismo.

Introduce: Rav Luciano Caro, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Ferrara e Consigliere UCEI.
Il tema della sicurezza, visto dall'osservatorio del Telefono Rosa di Torino
scritto da Telefono Rosa Torino /Lella Menzio presidente, luglio 07, 2008
Il tema della sicurezza, visto dall'osservatorio del Telefono Rosa di Torino, ha ovviamente un'ottica del tutto particolare.
Non ci è sufficiente determinare il tema della sicurezza collocandolo su uno specifico versante (in questo caso, l'immigrazione) ma occorre analizzare i fenomeni sul versante generale della percezione della sicurezza e di quali siano le sensazioni di insicurezza maggiormente percepite.
Il Telefono Rosa ha diverse modalità per osservare il fenomeno: la prima modalità è data dalle accoglienze che noi svolgiamo presso la nostra sede. Accoglienze di donne vittime di violenze e maltrattamento fisici, psicologici e/o sessuali. Accoglienze che ci arrivano direttamente, via e-mail, per telefono, oppure per l'attivazione delle nostre risorse a seguito di segnalazioni dei pronto soccorso cittadini.
In questa attività, il nostro osservatorio porta alla luce il tema della "sicurezza di genere", dove la violazione dei principali diritti di cittadinanza e di libertà nei confronti delle donne si tramuta in azioni violente da parte dell'altro genere, quello maschile. Qui osserviamo il grosso tema dell'insicurezza vissuta fondamentalmente tra le mura domestiche: ma non si prenda questo dato come alibi ineluttabile. Se è vero che la violenza contro le donne ha una grande presenza intrafamiliare, ciò non vuol dire che anche le stesse donne non abbiamo sensazioni di maggiore vulnerabilità al di fuori dell'ambiente familiare. Anzi, paradossalmente, l'insicurezza familiare si accompagna ad una precarietà ancora maggiore fuori casa: a meno che, proprio all'esterno non si trovino, insieme alla pericolosità e all'insicurezza, anche domini tali da consentire di potersi riferire ad azioni di cittadinanza attiva che, proprio con la loro presenza, generano nuova sicurezza.
E' una riflessione che ci ha spinto, nel 2004, a dare l'avvio al progetto di trasformazione del servizio Presenza Amica, collocandolo all'interno della Stazione di Torino Porta Nuova. Una stazione ferroviaria, luogo che per molti è simbolo dell'insicurezza e della precarietà, ma che dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 24 diventa un luogo più sicuro proprio perchè operatrici e operatori del servizio accolgono, ascoltano, accompagnano e promuovono la piena cittadinanza, delle donne ma non solo di esse.
Una "amica" del servizio ci ha scritto:
Nel ringraziarvi per l'aiuto e per aver atteso insieme a me l'arrivo di mio figlio, desidero anche consegnarvi questi miei pensieri, proprio a Voi che tutte le sere attuate interventi di prevenzione. Come vi dicevo ieri sera, ho sempre come la sensazione che qualcuno spunti da dietro un angolo e rubi la mia borsa. Taluni mi spiegano che è un rischio che si può correre. Altri mi hanno detto anche vabbe’…a Torino stuprano anche. Ah, va bene, allora grazie tante. …Lo so che uno scippo non ti cambia la vita, ma il grosso problema è che inizi a pensare che ora sanno dove abiti, che vedranno le foto che tieni nel portafogli, che hanno le tue chiavi di casa. Ti viene di imprecare, ma poi ringrazi Dio che non ti hanno buttato a terra e non ti sei fatta niente. I ladri sono entrati a casa mia qualche anno fa e sono al terzo scippo subito e oramai evito di chiedere alla gente se loro si sentono sicuri. Che senso ha barricarsi in casa se poi, come è successo a me, i balordi apparsi dal nulla ti aspettano davanti al garage? Episodi simili lasciano il segno e noi pensionati dobbiamo pure stare attenti ai truffatori. Non è possibile aver paura di uscire e rientrare in casa. La mia casa è come una prigione, e quando sono sola al primo rumore penso subito al peggio. Spesso leggo sul giornale numeri e cifre che, pur fotografando con precisione la misura di un fenomeno - in questo caso, la criminalità - hanno un grosso limite: non riescono a descrivere il clima che si respira tra la gente. I cittadini ormai non si sentono sicuri nemmeno a casa propria. Quel che dovrebbe essere un nido di tranquillità e riparo diventa una prigione: porte blindate, inferriate alle finestre del piano terra, allarmi, cani da guardia non bastano più. Certo, non siamo certo nel Bronx ma credo che le realtà tranquille siano altre e ho notato che questa sensazione di insicurezza viene trasmessa anche ai bambini, che hanno ad esempio sempre più paura degli zingari, anche se la disonestà c’è in qualsiasi razza o nazionalità, non si limita ai soli immigrati. Io oramai sono una donna troppo anziana, ma come insegnavo ai miei alunni, dobbiamo rioccupare il nostro territorio, viverlo, interessarci di quel che accade, come accadeva anni fa nelle corti e proprio come fate voi con i vostri passaggi di "presenza amica". Sono una torinese che continua ad amare questa città ove affolla la paura, il rumore e pure il fracasso dei ragazzi con alle spalle famiglie benestanti e con il bancomat del paparino in tasca che accorrono a difenderli a spada tratta, anche se i figlioli fracassoni insultano e prendono a sassate i poveri Vigili Urbani che per difenderci rischiano tanto… anche di essere derisi e presi a colpi di spranghe. Che tristezza! Grazie per l’iniziativa e scusate lo sfogo. Un abbraccio.


Straordinario esempio di chiarezza e senso concreto delle cose, la testimonianza è emblematica di come la mancata sicurezza alberghi sia nelle case (e non solo per le violenze subìte) ma anche per la precarietà di una microcriminalità apparentemente inarrestabile.
Per dare ancora maggiore risalto alla promozione di presenze sicure, il Telefono Rosa ha anche promosso, a partire dal 2006, il servizio Vicino a Te, un camper appositamente attrezzato e itinerante su tutto il territorio provinciale (in mercati, scuole, università, ospedali, ecc.). Anche in questo caso, è stato possibile intercettare diverse forme di insicurezza, molte in famiglia, molte altre all'esterno.
In buona sostanza, il nostro osservatorio mostra come il binomio sicurezza-immigrazione sia spesso, in realtà, il tentativo di collocare l'insicurezza in luoghi o persone facilmente individuabili, al fine di attivare ipotetiche strategie di evitamento (non andare in certi luoghi, non frequentare certe persone, ecc.). La realtà e la cronaca ci consegnano invece un quadro più allarmante.
Conosciamo bene la precarietà dell'immigrazione: di certo, la clandestinità o la mancanza di risorse, nonchè i gruppi che controllano alcune forme organizzate di immigrazione, sono altrettante occasioni di alimentazione delle forme più o meno violente di criminalità, organizzata o sporadica.
Ma noi riteniamo che dalle nostre osservazioni e dalle testimonianze che ci giungono, ci siano alcune priorità sulle quali soffermarsi:
1. l'insicurezza è determinata non solo dalle persone, ma da diverse incertezze. Luoghi bui, mancanza di igiene e pulizia, buche nelle strade, carenza di parcheggi, sono altrettante condizioni di insicurezza. Gli enti locali devono saper fronteggiare il degrado urbano e tutto ciò che si accompagna ad esso;
2. la sicurezza può essere promossa con interventi di polizia, cioè repressivi. Per quante forze vengano messe in campo, riteniamo improbabile che possa pattugliarsi un qualunque territorio. Occorre che vengano promosse azioni di rete, dove la cittadinanza attiva sia garantita dall'attenzione, dalla solidarietà, dalla vicinanza di ogni persona ad un'altra. L'indifferenza genera insicurezza, la vicinanza la diminuisce di molto;
3. occorre incrementare i patti per la sicurezza, dove le azioni di tipo repressivo (che certamente non ci appartengono) vadano a correlarsi con azioni di vicinanza, di presenza attiva, di promozione di ogni luogo significativo della città: a cominciare proprio dalle condizioni ambientali che meglio di altre garantiscono "visibilità" al bello e al brutto di quei luoghi;
4. in sostanza, riteniamo che, come azione di genere, non venga eccessivamente enfatizzata la presenza immigratoria come unico elemento che produce insicurezza. Nemmeno quando si afferma che la solitudine degli uomini immigrati può dare origine ad azioni sessualmente violente nei confronti delle donne residenti e italiane.
5. per tale motivo, nei patti per la sicurezza si dovrebbero integrare le azioni di polizia con le azioni di vicinanza attiva (come le nostre); sensibilizzando anche le donne che appartengono ai flussi immigratori, quale veicolo di promozione di una sana convivenza con l'intera cittadinanza, per loro e per i loro uomini. Ma anche attivando azioni di rete con la presenza di rappresentanti di etnie diverse che, per quanto a volte considerati ospiti (spesso indesiderati) possono e debbono non solo essere spettatori passivi di un tema da loro involontariamente provocato, ma che devono invece diventare essi stessi promotori di una immagine di attenzione, vicinanza e solidarietà nei confronti non solo della propria etnia di appartenenza, ma di tutta la cittadinanza che li accoglie.
Grazie per averci dato la possibilità di contribuire con queste nostre riflessioni.
Telefono Rosa Torino
destra-sinistra
scritto da ibrahim osmani, luglio 07, 2008
ciao Pietro, scusami il ritarda ma la settimana scorsa ero via.
Non ho nessun dubbio sul dubbio che la destra di questo paese sia xenofoba/islamofoba. Mi è piaciuto moltissimo l'articolo di Gad Lerner di qualche giorno fa su Rupubblica in cui, pur sapendo che è una forzatura, paragona la situazione attuale a quella delle leggi raziali. Al di là di queste brevi considerazioni iniziali quello che voglio dire è il seguente.
Non parlerò delle cose che NON abbiamo fatto durante l'ultimo governo Prodi ma vorrei soffermarmi su quello che NON stiamo facendo, laddove governiamo (comune, provincia e soprattutto REGIONE).
Sono molto pessimista e molto deluso di ciò che si sta facendo su scala locale. Non mi sembra che a nessuno dei tre livello ci sia una visione di medio o lungo periodo sulle tematiche che riguardano l'immigrazione. Ci sono dei progetti, ci sono anche dei finanziamenti (forse anche parecchi).
Mi fa male pensare che il nostro piano triennale regionale sull'immigrazione è la fotocopia di quello della giunta Ghigo. Questo non perché Ghigo era "Democratico" oppure perché noi siamo di destra, ma perché semplicemente non c'era durante la giunta Ghigo e non c'è attualmente, nessun disegno politico o strategia discussa e concertata né con il partito né con le associazioni.
Ovviamente l'attuale giunta regionale ha rifinanziato la legge sull'integrazione dei cittadini Rom e Sinti, finanziamenti che la giunta Ghigo, per opposizione della Lega e di Alleanza Nazionale, per 10 anni non aveva messo un soldo. Qual'è il disegno politico che abbiamo sull'integrazione delle persone Rom se continuamo a basarci su una legge che è molto vecchia e tutti sappiamo che ormai non è più adeguata?
Senza farla lunga, anche perché ne avremo la possibilità di discuterne, voglio dire che senz'altro gli ultimi provvedimenti del governo delle destre mi preoccupano molto, ma sono molto più preoccupato per il NOSTRO, e dico nostro, NON-FARE.
un abbraccio
ibrahim osmani
discussione di merito e di metodo
scritto da Pino Bonino, luglio 06, 2008
caro pietro ,
come ho avuto modo di dirti in via breve, ho letto con molta attenzione i tuoi due messaggi pervenuti via mail inerenti il tuo tentativo di avviare una forma nuova di comunicazione e di rapporto / raccordo con elettori, amici, cittadini ecc.
Trovo l'idea positiva, per tanti motivi, tra cui senza dubbio quello di creare ed assicurare in questo modo una possibilità di dialogo e di rapporto che altrimenti, per chi non e' del sistema e non fa parte "del giro ", diventa problematico per non dire impossibile.
inoltre come tu stesso bene individui, c'e' una fascia di amici-cittadini-elettori che "desiderano essere informate,ascoltate, coinvolte, " in una logica di allargamento della partecipazione; last but not least mi sembra un modo concreto e pragmatico di accorciare quella catena elettori -rappresentanti che invece altre vicende tendono sempre piu' ad allungare .
Sono pero' convinto che , prima di partire operativamente , occorra condurre una riflessione su modalita' e impostazione di fondo , per non correre il rischio di creare doppioni o presunti tali : vi sono gia' attivi , senza voler dare giudizi o stilare classifiche di merito, numerosi siti, blog, dibattiti virtuali ( tutte le associazioni parapolitiche, le correnti, le fondazioni o centri studi ...) a livello nazionale e locale ( in primis AperTo, iniziativa di forte successo e attrattivita' a torino ). vi sono inoltre iniziative di altri parlametari (ad es. vedasi il diario che ceccanti diffonde via rete ).
Ocorre inoltre fare chiarezza sugli obiettivi : se quello macro e di vasto respiro e' quanto detto in apertura ( raccordo, comunicazione , ecc), a livello piu' operativo mi viene spontaneo pensare com eobiettivo a momenti di approfondimento di tematiche , che non trovano in altre sedi possibilita' e spazio di analisi i e riflessione.
penso ad esempo ai forum , cui partecipo : a parte la frequenza degli incontri, non certo intensissima, e la loro difficolta' logistica - inizio con una ora mediamente di ritardo, vaste assenze causa difficolta' dei singoli, dibattito spesso tradizonale e prolungato su principi astratti e generici e via dicendo .: viene quindi a mancare quel momento operativo di approfondimento sul tema la cui mancanza inibisce uno sviluppo concreto del forum stesso.
perche' quindi non creare un raccordo ?
inoltre si potrebbe lavorare per gdl (gruppi di lavoro ) ad es. potrebbe essere il primo quello sulla sicurezza e immigrazione, impostato ottimamente nelle sue linee salienti da pietro gia' nella seconda comunicazione.
propongo quindi di dedicare la riunione gia' calendarizza del 14 a dibattere queste linee .
grazie dell'attenzione.
con vivi saluti
pino bonino
grazie
scritto da Roberto Prinzio , luglio 04, 2008
Grazie per la documentazione.
Ciao
Roberto Prinzio
dal circolo di san mauro
scritto da Pd S. Mauro Torinese, luglio 02, 2008
Grazie, abbiamo inserito nel sito del nostro Circolo ed inoltrato alla nostra mailing list.

A presto
Circolo di San Mauro Torinese
PARTITO DEMOCRATICO
Via Torino 104
10099 San Mauro Torinese
home page: http://www.pdsanmauro.it
non perdiamo tempo in inutili discussioni
scritto da Raffaele Pace, luglio 01, 2008
Carissimo Pietro
io sono un uomo di sinistra che crede nella solidarietà e come tu sai sono parte della associazione Somalia (e ci sono pure stato)!.
Proprio per questo vorrei sgombrare il campo da dubbi sulla ma identità politica.

Ti devo dire con con chiarezza che condivido nella sostanza la politica che il nuovo governo sta portando avanti. Non sopporto più la politica della nostra sinistra "Borghese e Radical Scic".
Lo sfruttamento dei bambini ROM da parte dei loro genitori è assolutamente intollerabile proprio per noi uomini di sinistra.
Una sinistra cialtrona e pantofolaia che non si è mai accorta di questo problema è giusto che stia all'opposizione!
Mi dispiace non leggerò nessun testo legislativo, li trovo noiosi e spesso inutili.
Ma voglio esprimerti un pò il senso comune che si vive fuori dai soliti giri politici.
Il Ministro Maroni ha ragione!, qualunque cosa si può fare per togliere i bambini dalle strade va fattà! Anche le impronte digitali, se servono ad identificare lo sfruttatore vanno bene.

Rispetto alle norme sulla immigrazione, il vero scandalo non sono le leggi più o meno nuove che si fanno, ma lo stato di assoluto disastro in cui versano gli uffici pubblici quali questure e prefetture.
Il vero problema non sono le leggi di Bossi e Fini , MA LA NOSTRA BUROCRAZIA!
Hai mai provato a regolarizzare una Badante ? Assolutamente impossibile!! se non in presenza di qualche sanatoria mascherata.

Mi dispiace dirtelo ma io trovo migliore la Bossi- Fini , rispetto alla Turco -Napolitanoo.
Mi è capitato anni fa di non riuscire a regolarizzare una famiglia Romena, pur avendo molte amicizie.
Ho dovuto attendere la famosa Bossi Fini che con la sua mega sanatoria ha risolto i problemi di 700.000 persone.
Questo è quello che conta non le dotte dichiarazioni falsamente umanitarie.
Purtroppo la mia esperienza è stata negativa. Pensa che avevo anche coinvolto un nostro ex deputato Alberto Nigra, che mi aveva dottamente illustrato le sue proposte di legge ed osservazioni.
Ma per regolarizzare una famiglia ho dovuto aspettare l'applicazione della Bossi Fini .
Il mio consiglio è di non perdere tempo in inutili discussioni su testi di legge che tanto non saranno mai applicati, ma se vuoi davvero occupartene, metti a disposizione una qualche impiegata esperta che aiuti le persone per bene a regolarizzare le proprie badanti.
Con qualunque legge possibile.
Avrai molti più ritorni anche elettorali!

A presto Raffaele Pace
dopo i rom, leggi "razziali" anche sui matti?
scritto da Elvezio Pirfo, luglio 01, 2008
Caro Pietro,
ti ringrazio degli stimoli alla riflessione alla quale sono interessato per ribadire che, a mio avviso, dopo le leggi razziali sui ROM, sarà la volta degli omosessuali e poi dei matti (a cui sai che sono professionalmente ed affettivamente legato).
Elvezio Pirfo
sì alla discussione sui grandi temi
scritto da Francesco Profumo, luglio 01, 2008
Caro Pietro, ti ringrazio molto del messaggio e dell'iniziativa. Concordo con te che è necessario cominciare a discutere su alcuni grandi temi (e la sicurezza è certamente uno di questi) che affliggono il paese.
Francesco Profumo
ottima idea!
scritto da Giorgio Brosio, luglio 01, 2008
Grazie del messaggio e della documentazione. L'idea della discussione
sembra ottima. Ti sarò grato se mi terrai informato.
Molto cordialmente,

Giorgio Brosio
seminario gruppo Pd regionale su immigrazione
scritto da Paola Pozzi, luglio 01, 2008
Caro Pietro,
ti ringrazio molto per la segnalazione.
Sto organizzando un seminario presso il gruppo Pd in Regione proprio sul tema immigrazione, al quale mi farebbe molto piacere tu partecipassi.
Ti ringrazio per il materiale inviato, di cui farò attenta lettura.
Fammi sapere e un saluto
Paola Pozzi
Pensare da soli fa male, condividiamo le nostre riflessioni
scritto da Ilda Curti, luglio 01, 2008
Caro Pietro, adesso non ho tempo di inondarti di pensieri, rifllessioni, turbamenti, valutazioni...lo farò al più presto prendendomi il tempo di pensare (che è un grande privilegio che si rarefà sempre più). Però plaudo all'iniziativa, sono felice di essere tra le persone che stimi e penso di avere una valanga di riflessioni da condividere. pensare da soli fa male: per questo la politica deve essere sforzo collettivo.
Ilda Curti
Contributo - nota sul testo unico in materia di immigrazione
scritto da sergio briguglio, luglio 01, 2008
Egregio Senatore,
rispondo a un Suo messaggio giratomi da Elena Rozzi, mandandoLe alcuni contributi di carattere tecnico:
1) il testo di un messaggio che ho inviato ieri ad alcuni Suoi colleghi della Commissione Affari costituzionali del Senato, in relazione allo schema di decreto legislativo sulla libera circolazione dei cittadini comunitari;
2) una nota su una disposizione contenuta nel DDL "sicurezza" (A.S. 733), che, se approvata, metterebbe la normativa italiana in conflitto con quella comunitaria;
3) una nota (nota-riforma-2, in allegato) contenente alcune modifiche al Testo unico sull'immigrazione atte a restituire razionalita' alla politica di immigrazione in Italia. Tali modifiche potrebbero essere proposte come emendamenti al DDL "sicurezza".

Cordiali saluti
sergio briguglio
Anche il circolo PD di Pinerolo se ne sta occupando
scritto da Luigi Pinchiaroglio, luglio 01, 2008
Carissimo sen Marcenaro
sono Luigi Pinchiaroglio, il Coordinatore del Circolo intercomunale di Pinerolo del PD.
Nel ringraziarti per il materiale molto interessante ti informo che nel ns. Circolo, con il contributo prezioso del sen Elvio Fassone abbiamo avviato un lavoro proprio sui temi della sicurezza e dell'immigrazione che vede interessata anche l'Amministrazione comunale di Pinerolo.
Sul ns. sito www.partitodemocraticopinerolo.it puoi esaminare il materiale di discussione oggi prodotto che può essere utile per il "collegio virtuale" da te istituito. Mi concedi di caricare sul ns. sito il materiale da te inviato in modo da renderlo disponibile ai visitatori? Sono molto interessato a partecipare all'incontro del 14 per il quale chiedo alla tua segreteria che legge p.c. di tenermi informato.
Sempre sui temi della sicurezza, immigrazione, mafia è in progetto a Pinerolo un ciclo di conferenze organizzate con l'Associazione pinerolese per la conoscenza, la difesa e l'attuazione della costituzione che dovrebbe essere programmato per ottobre-novembre. Sull'argomento ti anticipo che pensavamo di invitarti, un venerdì sera, per dibattere un tema da definire con te. Nel prossimi giorni sarò in possesso di maggiori informazioni. Saresti disponibile a partecipare?
Grazie
Cordiali saluti
Luigi Pinchiaroglio
Non facciamo le comari lamentose
scritto da Marilena De Luca, luglio 01, 2008
Caro Pietro, sono molto interessata anche se il 14 luglio non potrò esserci perché ho già accettato l'invito ad un incontro per un tavolo di lavoro intorno alla questione della violenza sulle donne organizzato dal Comune di Carmagnola che fa parte dell'ASL in cui lavoro. Appena riesco guardo il dossier e se ne sono capace scrivo qualcosa di più articolato. Intanto anticipo che non mi sembra utile continuare a commentare in modo frammentario le singole iniziative del governo, che ci fa sembrare comari lamentose anche se abbiamo tutte le ragioni di quersto mondo. Il quadro d'insieme appare ormai abbastanza chiaro e definito per consentire di uscire con una lettura complessiva che consenta ai cittadini di cogliere lo spirito e la metodologia peronista che lo sottende e le conseguenze che comporta sul piano economico e sociale.
Cari saluti. Marilena De Luca
Temi sui cui il PD deve discutere
scritto da Attilio Tempestini, luglio 01, 2008
>Come primo punto si può partire dalla *questione “sicurezza e immigrazione” *, che mi pare oggi alla ribalta dell’attenzione > pubblica, oltre che dell’agenda politica e parlamentare. > Un problema di rilievo mi pare proprio quello, di come mai certi temi sono alla ribalta e di perché mai il PD abbia contribuito a metterceli. In effetti, attrarrebbe il mio interesse un partito che invece mettesse alla ribalta obiettivi come un lavoro non precario, uno Stato laico, un sistema internazionale per il quale non si possa parlare di "impero".
Cordiamente, Attilio Tempestini
Serve un recupero della legalità, della ragione - 2parte
scritto da Alberto Collo, luglio 01, 2008
1) In generale, il problema della sicurezza così come viene posto dalle istanze politiche, amplificato dall'informazione e sostanzialmente accolto dall'opinione pubblica (e consolidato e legittimato come importante non foss'altro che dai risultati elettorali) contiene cospicue e direi determinanti componenti metaforiche. Cerco di spiegarmi: non c'è dubbio che ci sia in generale un problema di sicurezza (o di insicurezza), anche in parte determinato dalla presenza e crescita di molta marginalità sociale non sempre rappresentata però dagli immigrati. Il problema però c'è sempre stato, in varie forme e a vario titolo, quindi bisogna piuttosto domandarsi perchè si manifesta (o viene con successo proposto) adesso e in questa forma, e perchè riscuote appunto tanto successo. Credo che la paura, che è la molla del problema, sia determinata oggi nella società da molte cause, fondate, quali l'incertezza per il futuro proprio e dei propri figli in termini di lavoro e posizione economica, incertezza sulle forme della politica e della rappresentanza (la critica spietata alla classe politica in generale che va tanto di moda, il qualunquismo, generano disorientamento e frustrazione), paura da parte di larghe fasce della società di perdere potere d'acquisto e di scivolare indietro, paura che questo succeda (e succede) all'intera nazione rispetto al resto del mondo. C'è quindi a mio parere una giustificata preoccupazione che condivido, sul futuro della nazione, sul suo ruolo, sulla capacità di ciascuno di noi, in questo quadro, di mantenere garanzie e livelli di vita ceh solo 10-15 anni fa si davano per acquisiti. Non la faccio tanto lunga perchè penso sia chiaro.
Questa paura e insicurezza è frustrante in quanto non permette intrinsecamente di individuare soluzioni alla portata degli individui, né delle classi, nè della politica, e deve trovare quindi una sua rappresentazione, sfogo, oggettivazione su un qualche soggetto esterno. Si cerca il colpevole. Attenzione, è già successo un'infinità di volte nella storia e nelle società, e siccome gli esempi passati sono tremendi e hanno generato spesso l'orrore, questo aspetto, cioè il contenuto metaforico della questione, è quello che mi preccupa di più, perchè può essere usato nel peggior modo.
2) Detto questo, ritengo che, siccome i fenomeni sociali non avvengono da un momento all'altro ma si accumulano piano piano prima di manifestarsi, la sinistra abbia avuto notevoli responsabilità soprattutto nel non definire nei fatti e in modo inequivocabile il principio della legalità, cioè che la legge va rispettata da tutti allo stesso modo indipendentemente dalle condizioni sociali degli individui, semmai ci penseranno i tribunali a definire delle attenuanti. Questo è un principio illuministico che il pensiero romantico prima e quello socialista dopo, l'ottocento e il novecento, hanno perso progressivamente di vista, sostituendolo con una sorta di auto legittimazione alla trasgressione da parte di alcuni individui speciali o di gruppi sociali speciali: gli artisti, i rivoluzionari (di destra e di sinistra - beninteso), il proletariato, ecc. Una perversa forma di pietismo ha prevalso soprattutto negli anni settanta e ottanta negli atteggiamenti sanzionatori verso chi trasgrediva, in forma giustificazionista, e con in fondo la convinzione che la responsabilità individuale è ridotta a seconda delle condizioni sociali di contesto, lasciando ampio spazio, come s'è visto, ad atteggiamenti forcaioli, anch'essi in qualche modo extra legali.
3) Sicurezza o legalità? Ci sono alcuni principi fondamentali della democrazia che ruotano intorno a concetti come diritto, libertà, sicurezza appunto, che si intrecciano in vario modo (non c'è libertà se non è garantita la sicurezza degli individui, se non c'è garanzia di diritto omogeneo, la libertà degli individui trova un limite nel diritto degli altri, e nella loro libertà, ecc.) e che proprio nella loro intersezione si poggiano sul principio della legalità. Allora, se vogliamo affrontare il problema della sicurezza alle radici, non possiamo che trovarci a discutere della questione più ampia della legalità.
Da questo punto di vista, il nostro paese è ampiamente illegale. Il fatto che su estesi territori, la maggioranza dei commercianti e degli imprenditori debba pagare il pizzo, per dirne una, alle mafie locali, è o non è un problema di legalità e di sicurezza? Domanda retorica, ma totalmente assente quando si invoca il principio della sicurezza. Su questo terreno non mi dilungo, ma perchè non facciamo una campagna per la legalità, mettendoci dentro non tanto e non solo la grande illegalità, a partire da quella dell'attuale presidente del consiglio, ma anche la micro legalità, quella dei parcheggi in seconda fila in strade dove magari c'è un parcheggio sotterraneo mezzo vuoto (mica son fesso a pagare il park, la metto qui un attimo e poi vado via - è quello che pensano innumerevoli persone che si dichiarano legali e rispettose delle leggi). Questo con la sicurezza apparentemente non c'entra niente, certo non risolve la paura di essere scippati da un marocchino (che sembra essere il problema a leggere i giornali) ma contribuisce a demolire poco alla volta, giorno per giorno, il senso della collettività e delle regole. Contribuisce a dimostrare anche all'extracomunitario di turno che in questa società le regole sono sfumate, ci sono e non ci sono, e che esiste un ampio margine di incertezza sulla necessità/obbligo/omogeneità dell'osservanza delle regole, che ciascuno deforma a proprio modo e secondo il proprio comodo e i propri interessi immediati (potevo fare altri esempi, l'evasione delle tasse, l'abusivismo diffuso, ecc. ma ci siamo capiti, credo).
4) Esiste la questione della sicurezza in termini oggettivi? Se parliamo in generale direi di sì, c'è illegalità diffusa, ci sono grandi organizzazioni criminali che operano quasi indisturbate su tutto il territorio nazionale, abbiamo un recente passato costellato di attentati e morti ammazzati, i cui mandanti e i cui esecutori in alcuni tragici casi sono ancora sconosciuti. Ma questo non è l'aspetto della sicurezza di cui si parla di questi tempi, oggi per sicurezza si intende quella legata alla microcriminalità, lo spaccio al minuto nei quartieri e non i grandi canali di importazione della droga, le puttane per le strade e non le organizzazioni della tratta degli schiavi/e, i furti negli alloggi e non le truffe operate da avventurieri della finanza e da banche compiacenti ai danni di migliaia di piccoli risparmiatori, gli scippi per le strade, e via scavando nelle miserie quotidiane. Questi sono gli aspetti della sicurezza che hanno più presa sull'immaginario collettivo perchè sono quelli rispetto ai quali la gente comune si sente più direttamente coinvolta. Tutto questo può succedere anche a te, sembrano sussurrare all'orecchio della povera gente i mezzi d'informazione e gli attivisti della lega, attenti, il pericolo è dietro l'angolo quando vai a fare la spesa o ritiri la magra pensione alle poste. Da questo punto di vista, della microcriminalità, stando alle statistiche il fenomeno non sembra in aumento. E' vero che ci sono ampie aree del paese, come dicevo al punto 3, nelle quali i due piani, micro e macro, si sovrappongono, penso all'interland napoletano dove la gente convive con la camorra (che non è fatta di extracomunitari) insieme alla spazzatura, ma anche questo viene rappresentato come un epifenomeno, una singolarità in un contesto dove tutto filerebbe liscio se non ci fossero gli immigrati. Se la microcriminalità spicciola non è radicalmente aumentata negli ultimi 50 anni, si è invece modificata radicalmente la composizione sociale dei microcriminali. Negli anni '60 erano i meridionali, vi ricordate? gli spauracchi sociali che scippavano le vecchiette nelle città del nord. Sempre, comunque, gruppi di individui ben riconoscibili, facili da additare, facili da odiare.
5) Che facciamo? Dovremmo riprendere lo straordinario grido/slogan di uno dei più grandi comunicatori del secolo, Giovanni Paolo secondo, non abbiate paura! e riportarlo alla dimensione umana che gli è propria. Ma per farlo dobbiamo dare garanzie. La prima è il recupero della legalità, a tutti i livelli. Subito dopo è il recupero della ragione, anch'essa a tutti i livelli: che tipo di società volete, quella che si avvita nell'odio del più povero, per il terrore di diventare come lui? Ucciderlo per non vederlo più, perchè non ci ricordi un passato recente e un futuro incombente? perchè è questa la molla che genera la paura, lo slittamento della società verso una povertà materiale e morale fatta di consumi desiderati e non praticabili, in un desiderio consumato da soli, possibilmente armati, una specie di suicidio collettivo operato per interposta persona. Credo che bisognerebbe partire da qui.
Alberto Collo
Serve un recupero della legalità, della ragione - 1parte
scritto da Alberto Collo, luglio 01, 2008
Intanto di ringrazio per questa iniziativa che mi pare un buon modo per
affrontare in forma strutturata e allargata la costruzione di una opinione
condivisa su temi che di solito da molti di noi non addetti ai lavori
(parlamentari) vengono subiti, nel senso di letti sui giornali, e ai quali
si risponde con un borbottio più o meno inutile.
Entro subito nel merito delle questoni che poni per dire la mia,
sinteticamente e senza aver potuto ancora consultare l'imponente mole di
documenti che ci hai scaraventato addosso (grazie anche per questo, non è
facile trovare le fonti) e lo faccio per punti.
No all'isterismo demagogico del centrodestra
scritto da Claudio Bellavita, luglio 01, 2008
Dato che la sera del 2 si discute dell'argomento in circoscrizione 1, la tua documentazione casca a fagiolo. Però, se ci riesci, dovresti farti fare dall'eccellente servizio studi del senato una documentazione di raffronto internazionale.
Le mie sensazioni sono esattamente il contrario dell'isterismo dominante sul tema della sicurezza in Italia.
Sono certo che il numero degli omicidi rispetto agli abitanti è tra i più bassi del mondo, non so quello delle rapine ma credo che tra i paesi sviluppati ci sia chi sta peggio di noi, soprattutto USA.
Infine il numero degli addetti alla sicurezza rispetto agli abitanti (polizia, carabinieri, vigili urbani guardia di finanza) credo sia uno dei più alti del mondo. Forse siamo battuti solo dalla Corea del Nord.
Cioè, da un lato abbiamo l'isterismo demagogico, dall'altro l'incapacità organizzativa dei vertici militari che si limitano a chiedere più uomini e più mezzi. E se gli dessimo invece una verifica di una agenzia internazionale di organizzazione? Che, con occhio esterno, controlli gli sprechi delle risorse umane e materiali e suggerisca ai nostri attoniti e tronfi generaloni un modo di usarle meglio?
Claudio Bellavita

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