domenica 05 settembre 2010
Home arrow Interviste - Interventi arrow Ricordo di Vittorio Foa
Ricordo di Vittorio Foa PDF Stampa E-mail
mercoledì 22 ottobre 2008
Ricordo di Vittorio Foa
di Pietro Marcenaro.
Intervento pronunciato ai funerali mercoledì 22 ottobre 2008
1. C'è stato un tempo nel quale i comizi erano ascoltati. Parliamo di un'altra epoca.
I leaders politici li preparavano con cura e i ragazzi come me li andavano a sentire tutti, quelli dei partiti più vicini e quelli degli avversari, per conoscere e imparare, anche così, qualcosa di più.

Era il giugno 1965 e a Genova c'erano le elezioni amministrative, alle quali il PSIUP partecipava per la prima volta dopo la sua costituzione.
In Piazza Verdi, davanti alla stazione, parlava Vittorio Foa.
Era una giornata calda, di sole ormai estivo. Non ho mai dimenticato quella figura in canottiera bianca e bretelle rosse che parlava in modo chiaro e stando all'essenziale, per non più di mezz'ora.
Il pubblico era  ammirato, ma anche un po' insoddisfatto e  alla fine sembrava dire : ancora.
E' il primo ricordo personale che ho di Vittorio.

2. Non si può capire né conoscere Vittorio senza Torino e senza la Valle d'Aosta e le montagne che di quella Torino sono parte.
Anche l'esperienza del  carcere  - a Regina Coeli o a Civitavecchia - se si leggono le sue lettere  sembra in realtà svolgersi a Torino.
La formazione e gli studi, la cospirazione, la resistenza e poi l'impegno sui grandi temi della condizione operaia come condizione umana e del rinnovamento del sindacato e della costruzione dell'unità, hanno Torino come scenario.
Ma negli ultimi quindici anni Torino ha invaso anche Formia : per quanto tempo ai primi di novembre si è svolto quel curioso trasporto dal nord al sud di cardi e tapinabò per preparare  nella cucina di piazza dell'Olmo colossali bagna caude?
E poi quel bisogno fisico e intellettuale della montagne, un bisogno di respirarne l'atmosfera anche quando i suoi occhi gli rendevano molto difficile vederle e il viaggio da Formia, prima a Cogne e poi a Morgez,  diventava ogni anno più faticoso.
Torino e le montagne non erano solo  un luogo reale di incontri, di amicizie, di affetti : erano anche il ricorrente ritorno alla sua giovinezza, un rinnovamento della memoria e con essa la ricostruzione di una energia intellettuale e umana.

3. Prendete due fotografie. La prima ritrae, dall'alto di un aereo, un vasto panorama.
La  seconda dentro lo stesso paesaggio fotografa in primo piano un fiore.
Chi mai penserebbe di stabilire tra esse una gerarchia e sostenere che nella prima c'è più conoscenza che nella seconda e non riconoscere semplicemente due conoscenze diverse?
Così tra la memoria di un vecchio e quella di un giovane non c'è una relazione gerarchica tra il più e il meno, ma il confronto tra due memorie diverse.
Molti hanno ricordato lo straordinario rapporto di Vittorio con i giovani : alla base penso ci sia questo riconoscimento che è quello che rende possibile una comunicazione tra eguali. Non credo di esagerare parlando di una diversa epistemologia.
Vittorio era al centro di una rete di relazioni vastissima e nell'ascolto, nella reciprocità che distingue la comunicazione dalla propaganda, non perdeva ma acquistava autorevolezza. La sua curiosità era in primo luogo per le persone e fino quasi agli ultimi giorni non solo ha rivisto vecchi amici ma ha risposto positivamente alla possibilità di nuovi incontri.

4. Si è spesso parlato dell'ottimismo di Vittorio contrapponendolo, ad esempio, al supposto pessimismo di un suo grande caro amico come Norberto Bobbio.
A me, in questi anni è sembrato di vedere una cosa molto diversa : una profonda fiducia nelle persone e nella loro irriducibile libertà.
Nulla era più lontano dalla cultura di Vittorio della rappresentazione dei meccanismi sociali come meccanismi dispotici che annichiliscono l'uomo e la sua possibilità di scelta.  Che si trattasse del lavoro vincolato alla catena di montaggio o del condizionamento dei sistemi dell'informazione Vittorio ha sempre pensato che, alla fine, ci fosse uno spazio incomprimibile di autonomia delle persone.

Alla  libertà si può solo rinunciare e anche in carcere - paradossalmente ma non troppo - si può vivere come la persona più libera del mondo. La libertà e l'autonomia sono state il centro del suo pensiero politico e sociale, della sua visione della democrazia. Su questo c'è stata una straordinaria sintonia con un uomo come Bruno Trentin.

5. Ieri e oggi molti si sono stupiti di un tributo così ampio e corale a Vittorio e alla sua figura. Io non credo che si tratti di un omaggio rituale o ipocrita.
Forse c' è un bisogno profondo che unisce in uno stesso sentimento parti diverse e che si esprime in occasioni come queste.
Un bisogno di serietà, di coerenza e di onestà . Un bisogno di punti di riferimento morali. Un bisogno di esempi.
In Vittorio - che da molto tempo ci ripete che bisogna  prima chiedersi cosa è giusto e cosa sbagliato e non cosa è di destra e cosa di sinistra - molti hanno trovato questo esempio.
Mi chiedo perché questo bisogno emerga solo in così particolari circostanze e non possa invece vivere, come Vittorio sperava, come tratto quotidiano della nostra democrazia.

:: Vittorio Foa: articoli correlati

Trackback(0)
Commenti (2)Add Comment
Vittorio Foa
scritto da Gianpaolo, ottobre 24, 2008
Caro Pietro,
ho ascoltato il tuo intervento su Nessuno Tv. Si vedeva anche nelle tue espressioni la forza che Foa ti ha lasciato e la malinconia del ricordo di un galatuomo della democrazia. Mi ritorna in mente l'episodio che ci hai raccontato questa estate. Foa al capezzale di Fernando Santi. Grandi personaggi di questo paese, spesso troppo dimenticati dalla stampa e dalla politica, ma fondamentali per quello che hanno dato per il riscatto dei lavoratori. Avremmo ancora bisogno di uomini così. Soprattutto in questo momento in cui ogni giorno il sindacato è preso di mira.
Ciao.
Gianpaolo
Vittorio Foa
scritto da Micia Prat, ottobre 22, 2008
Caro Pietro,
grazie di avermi segnalato il tuo ricordo di Vittorio, molto bello. Essendo come era,lui riusciva a far venire fuori il meglio delle persone e questo é un circolo virtuoso che ti dà energia. Srebbe bello essere così.
Micia

Scrivi qui il tuo commento
quote
bold
italicize
underline
strike
url
image
quote
quote
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley
Smiley

busy
 
< Prec.   Pros. >
© 2009 Pietro Marcenaro       :: Mappa del sito :: Credits