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Home Commissione straordinaria diritti umani Oggi, 60° Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo
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Oggi, 60° Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo |
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mercoledì 10 dicembre 2008 |
Dall'intervento in Assemblea di Pietro Marcenaro per l'Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani Eleanor Roosvelt , insieme al grande giurista francese René Cassin, scrisse tra il gennaio 1947 e la fine del 1948 la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Oltre ad avere attraversato al fianco del marito la crisi economica e sociale e l’esperienza della guerra, Eleanor era stata una militante dei diritti della donna e una leader del femminismo americano.
E sin dal primo articolo della Dichiarazione- dove l’espressione
“esseri umani” sostituisce quella di “uomini” contenuta nella
Dichiarazione del 1789 – le donne cominciano ad apparire come il
soggetto chiave dell’affermazione dei diritti umani. Anche oggi si può
dire che i diritti umani sono, in primo luogo, i diritti delle donne.
Sono donne i tre quinti delle persone condannate alla fame e private
del diritto alla vita. Sette su dieci dei bambini che non vanno a
scuola sono bambine. Mezzo milione di donne muoiono ogni anno di parto.
E ci sono i talebani a ricordarci che i nemici dei diritti umani
sparano contro le donne il loro primo colpo.
“Se le donne saranno libere dalla violenza, se saranno in buona
salute,e riceveranno una buona educazione, se avranno la possibilità di
lavorare e guadagnare con pari diritto, le loro famiglie prospereranno.
E quando le famiglie prosperano allo stesso modo prosperano la comunità
e la nazione: I diritti umani sono i diritti delle donne e i diritti
delle donne sono i diritti umani.”
Queste parole furono pronunciate nel 1995 , quando alla conferenza
mondiale delle donne di Pechino guidava la delegazione americana, da
Hillary Clinton, l’attuale Segretario di Stato americano. Forse si può
aprire una nuova fase di lotta per i diritti umani, scossi e minacciati
dalla ferocia delle impiccagioni a Teheran, dall’assassinio di Anna
Politkovskaja in Russia, dalla repressione in Tibet. Dobbiamo tutti un
ringraziamento a Nicolas Sarkozy per aver incontrato pochi giorni fa il
Dalai Lama e aver così testimoniato che l’Europa ha un ruolo da
svolgere.
Vogliamo una politica estera e una diplomazia italiana e europea che
abbia nei diritti umani un punto di riferimento essenziale e che
sostenga lo sviluppo della democrazia e dello stato di diritto. E a
fianco della diplomazia possono giocare un ruolo le imprese, la
cooperazione, le ong.
Un premio per i diritti umani, sul modello del Premio Sacharov, può essere uno strumento in più.
Ma per fare questo bisogna avere le carte in regola e in primo luogo
adeguare la nostra legislazione alle convenzioni, ai trattati, agli
impegni internazionale che abbiamo assunto.
Si può fare subito, in questo parlamento, e io credo che su questi temi una convergenza sia possibile.
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