L'agenda del mese
28 AGOSTO-12 SETTEMBREFESTA NAZIONALE PD P.za Castello, Giardini Reali PROGRAMMA FESTA
5 settembre
TORINO - Festa democratica ore 21,00 I DIRITTI DI TUTTI incontro con Shirin EBADI con P. Marcenaro, E. Martinelli 6-7-8 settembreBELGRADO - Consiglio d'Europa Riunione Commissione questioni politiche - sul consolidamento della pace nell'ex Jugoslavia Presentazione memorandum su "Riconciliazione e dialogo politico tra i paesi della ex-Jugoslavia" - a cura del Sen Pietro Marcenaro
JoomlaStats Activation Module
|
Home Interrogazioni, mozioni, interventi Risoluzione in materia di migrazione
|
Risoluzione in materia di migrazione |
|
|
|
|
mercoledì 03 marzo 2010 |
|
ASSEMBLEA Mozione illustrata dal sen. Pietro Marcenaro nel corso della seduta n. 343 del 2 marzo 2010. All'odg la discussione del documento "Risoluzione in materia di migrazione" MARCENARO (PD). Signor Presidente, colleghi, signor ministro Maroni, penso che la relazione fatta all'inizio di questa discussione dal presidente Pisanu offra un'occasione politica importante: l'occasione per un confronto che cerchi di uscire dalla ripetizione di un conflitto tra parti che rifiutano di ascoltarsi per aprire una fase diversa del rapporto politico tra di noi su una questione così importante. Per anni siamo stati martellati da un messaggio: il modo per combattere l'immigrazione irregolare, l'immigrazione clandestina e i problemi seri che questa comporta era la chiusura, il respingimento, sostanzialmente una visione di chiusura rispetto ad un processo così importante. Il senatore Pisanu ha detto in Commissione esteri e ha ripetuto qui che l'unica alternativa all'immigrazione irregolare è l'immigrazione regolare: questa è la strada sulla quale è necessario camminare per tante ragioni.
Sappiamo che le politiche di chiusura che sono state adottate
fino ad oggi hanno, certo, ottenuto dei risultati. Naturalmente il
ministro Maroni può dire che gli sbarchi e le partenze dalla Libia sono
cessate, e questo è sostanzialmente vero. Ma le chiedo, signor ministro
Maroni: degli 80.000 visti dati in Ucraina per l'ingresso in Italia nel
2008, quanti si sono trasformati in una permanenza che è andata al di
là dei limiti del visto? E dei circa 400.000 visti che sono stati dati
in Russia, quanti rimangono oggi come overstayer? Siamo di fronte ad un
problema che ha queste dimensioni, che ha queste caratteristiche. Peraltro,
a proposito di un Paese confinante con il nostro, alcuni giorni fa
l'INSEE, l'Istituto nazionale di statistica francese, riferiva che in
Francia ormai l'8,5 per cento della popolazione attiva è costituito da
lavoratori immigrati e che addirittura l'11,3 per cento degli occupati
è costituito da immigrati: ciò a segnalare che anche durante il periodo
di crisi, nonostante le grandi difficoltà che attraversa il mondo
dell'occupazione, il fenomeno dell'immigrazione continua e si accentua. Allora,
se il problema è quello di come costruire immigrazione regolare
governando i flussi, vorrei richiamare tre questioni che già il collega
Livi Bacci ha affrontato nella sua relazione e sulle quali chiedo se è
possibile un confronto di tipo diverso. Prima questione. Il senatore
Livi Bacci ha detto: noi pensiamo che sia necessario, se vogliamo
promuovere l'immigrazione regolare ed affrontare questo grande
problema, promuovere permessi di soggiorno per ricerca di lavoro,
offrendo quindi la possibilità di ingresso regolare nel Paese non solo
a chi ha già un lavoro, ma anche a chi lo cerca. È possibile a tale
riguardo avviare una sperimentazione che, definendo regole e criteri
precisi, permetta di affrontare tale strada? È possibile farlo, ad
esempio, prevedendo all'inizio che una simile possibilità riguardi una
quota limitata di persone, seguendole con attenzione e sperimentando
che ciò avvenga promuovendo regolarità e non irregolarità? Questa
soluzione è uno dei punti importanti di una politica di costruzione
della regolarità. La seconda questione che voglio porre riguarda i
ricongiungimenti familiari. Che senso ha invocare un bisogno di
integrazione, di stabilità, di elementi di rassicurazione anche
rispetto ai comportamenti degli immigrati e negare la possibilità di
ricongiungimenti e di ricomposizioni familiari che rappresentano un
fattore che, di per sé, contribuisce a costruire ordine e a costituire
elementi di stabilità e contribuisce a un inserimento più funzionale,
più organico, migliore delle persone nella nostra società? La terza
questione che ritengo debba essere esaminata, signor Ministro,
colleghi, è come noi affrontiamo il problema del diritto all'asilo e
alla protezione umanitaria di coloro che possono, perché il diritto
internazionale glielo garantisce, avanzare tale richiesta. Signor
Ministro, come è possibile garantire che una persona che ha diritto di
avanzare la richiesta di asilo e di protezione umanitaria possa farlo
senza mettere a rischio la propria vita, senza mettersi nelle mani dei
mercanti e di coloro che praticano la tratta di essere umani? È
possibile o no su questo punto sperimentare strade nuove attraverso le
strutture consolari e diplomatiche, non solo italiane, ma in un
rapporto che coinvolga l'insieme delle politiche europee? I tre
punti che ho richiamato (la questione dei permessi di soggiorno per la
ricerca di un lavoro, quella dei ricongiungimenti familiari e la
ricerca di soluzioni per garantire in modo regolare e legittimo
l'esercizio del diritto alla protezione umanitaria) costituiscono tutti
un terreno sul quale è possibile oggi un confronto nuovo se questa
opportunità diventerà l'occasione per togliere l'immigrazione - e
scusatemi la rozzezza dell'espressione - dal tritacarne di una lotta
politica e di una propaganda che, in proposito, non ammette lo spazio
per sperimentazioni e per individuare, anche sbagliando e correggendo
gli errori, le soluzioni necessarie per quella politica di costruzione
di un'immigrazione regolare della quale ha parlato il senatore Pisanu. Penso
che, se ci fosse il coraggio di partire dalla relazione del senatore
Pisanu per proporsi di cambiare i rapporti tra di noi e di compiere su
questo punto un passo in avanti, la discussione di oggi potrebbe essere
un'occasione politica molto importante. Ciò sarà possibile se ciascuno
di noi sceglierà di non ripetere semplicemente le sue convinzioni, ma
di misurarsi su un terreno nuovo come quello proposto nell'intervento
che introdotto la nostra discussione.
Trackback(0)
|
|
|