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Intervento sul legittimo impedimento PDF Stampa E-mail
mercoledì 10 marzo 2010
Il Governo ha posto la questione di fiducia sul Legittimo impedimento: riportiamo di seguito l'intervento di questa mattina in Aula di Pietro Marcenaro.

Video della seduta

MARCENARO (PD). Signor Presidente, può darsi che sia come diceva mio padre ogni volta che iniziava a cantare una persona stonata e che si appaia velleitari quando ci si vuole sottrarre in questo clima da un puro argomentare propagandistico. Tuttavia c'è una domanda dalla quale voglio partire: quando i cittadini o gran parte di essi vedono nella politica un ostacolo e non una risorsa rispetto ai loro problemi, si sbagliano? Sono in preda al qualunquismo o parlano di una cosa reale? Noi - non voi - cosa stiamo facendo di fronte a questa situazione?

Provate ad immaginare che questa crisi, che ogni giorno si aggrava, precipiti: cosa proporremmo agli italiani? Forse proporremmo di votare nuovamente per tornare esattamente al punto di prima? Si tratta di un aspetto che ritengo non possiamo saltare in questa discussione. Ho parlato di noi naturalmente perché, quando affronto tali problemi, cerco di non vedere soltanto le responsabilità degli altri. Tuttavia, in questo scenario, la maggioranza - come sempre accade a tutte le maggioranze - ha una responsabilità particolare. Il disegno di legge in esame è un esempio importante di una deriva politica ed istituzionale.

Questa legge ci parla di un Presidente del Consiglio e di un Governo che lui guida che hanno ormai rinunciato a qualsiasi ambizione di trasformazione, dominati dai suoi problemi personali. Altro che vittima di un complotto! Ci parla di una persona vittima delle proprie ossessioni. So quanto Berlusconi sia ricco e potente, naturalmente non ignoro questo, ma se osservo la situazione mi pare di vedere invece un poveruomo che non sa più che pesci prendere, che non sa più dove andare, che si agita in modo scomposto, provocando danni che poi sarà molto difficile riparare.
 

 

È come coloro che di fronte ad una storia esaurita non sanno come mettere la parola fine; come quei tanti - è capitato anche a me - che quando prendono la parola e fanno un discorso non sanno come concluderlo e vanno avanti in questo modo. Siamo in questa situazione. Mi pare che la fiducia confermi questo fatto, cioè che prevalga in voi, coinvolgendo in questo tutti, l'attesa inerte di una fine i cui segnali sono sempre più evidenti.


Anche la vicenda delle liste - lasciatemene parlare - è esemplare da questo punto di vista. È ovvio che dietro la questione delle liste, che contribuisce così tanto ad inasprire il confronto politico in questo momento, vi è una questione di regole; ma guardate che il problema principale non è una questione di regole ma di sostanza.

Provate per un attimo a cambiare il posto che ciascuno di noi occupa e a guardare da un altro punto di vista questa realtà; provate a immaginare che non sia stato il PdL a sbagliare la presentazione delle liste a Roma, ma che sia stato il Partito Democratico e onestamente rispondete a questa domanda: avreste emanato questo provvedimento? Avreste preso queste decisioni? Ma io la stessa domanda, caro Presidente, la rivolgo a noi. Se fosse capitata una cosa così a voi mentre noi eravamo al Governo, l'avremmo fatto?

Su questo punto si trova la gran parte dei problemi che stiamo affrontando. Se lo avessimo fatto noi per voi o voi per noi è evidente che il provvedimento sarebbe stato del tutto costituzionale, perché la Costituzione non è solo un insieme di regole, ma è anche una spinta verso l'equità, la giustizia e l'imparzialità nell'uso del potere. È tutto questo che oggi è in discussione.

Cercare una soluzione politica avrebbe avuto un senso, perché significava affrontare questo problema. La richiesta che avevamo fatto noi di riconoscere un errore non era semplicemente la pretesa di incassare rapidamente qualcosa da spendere sul mercato elettorale nelle prossime settimane, ma era la premessa per affrontare una discussione politica seria, di cui non abbiamo bisogno noi o voi, ma di cui ha bisogno il Paese in questa crisi politica.

Quello che è incostituzionale non è mettere mano alle regole quando questo è necessario; quello che è incostituzionale nella sostanza è farlo solo per se stessi, è eludere un confronto che su questo rappresenti un punto d'equilibrio per i cittadini. Questa è a mio parere la questione essenziale.

Naturalmente, quando di fronte a tale questione c'è qualcuno che parla di impeachment del Presidente della Repubblica penso che si tratti solo di una mascalzonata politica (Applausi dal Gruppo PD).

Oggi su questo episodio, se non siamo ciechi, possiamo leggere una sintesi della situazione politica italiana e dell'impasse, della paralisi nella quale tutti siamo. Con il voto di fiducia di oggi e con gli atti politici che state compiendo in questi giorni voi mettete in evidenzia quello che, io dico, purtroppo siete diventati: un ostacolo per un Paese che ha bisogno di cambiare. 

Qui lo stenografico completo

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Commenti (1)Add Comment
legittimo impedimento
scritto da Angelo41, marzo 21, 2010
Casualmente ho letto la concionatura del senatore e mi convinco sempre più di come siamo considerati "popolo bue". Si parla tanto per non dire niente; esprimere frasi che dovrebbero colpire l'immaginazione, ma restano vaghe e retoriche, miste ad ipocrisia. Voi al Governo avete fatto ben altro che queste leggine e ve ne siete fottuti dell'elettore che deve sbarcare il lunario ogni giorno.

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