Il Governo ha posto la questione di fiducia sul Legittimo impedimento: riportiamo di seguito l'intervento di questa mattina in Aula di Pietro Marcenaro.
Video della seduta
MARCENARO (PD). Signor Presidente, può darsi che sia come diceva mio padre ogni volta
che iniziava a cantare una persona stonata e che si appaia velleitari
quando ci si vuole sottrarre in questo clima da un puro argomentare
propagandistico. Tuttavia c'è una domanda dalla quale voglio partire:
quando i cittadini o gran parte di essi vedono nella politica un
ostacolo e non una risorsa rispetto ai loro problemi, si sbagliano?
Sono in preda al qualunquismo o parlano di una cosa reale? Noi - non
voi - cosa stiamo facendo di fronte a questa situazione?
Provate ad immaginare che questa crisi, che ogni giorno si aggrava,
precipiti: cosa proporremmo agli italiani? Forse proporremmo di votare
nuovamente per tornare esattamente al punto di prima? Si tratta di un
aspetto che ritengo non possiamo saltare in questa discussione. Ho
parlato di noi naturalmente perché, quando affronto tali problemi,
cerco di non vedere soltanto le responsabilità degli altri. Tuttavia,
in questo scenario, la maggioranza - come sempre accade a tutte le
maggioranze - ha una responsabilità particolare. Il disegno di legge in
esame è un esempio importante di una deriva politica ed istituzionale.
Questa legge ci parla di un Presidente del Consiglio e di un Governo
che lui guida che hanno ormai rinunciato a qualsiasi ambizione di
trasformazione, dominati dai suoi problemi personali. Altro che vittima
di un complotto! Ci parla di una persona vittima delle proprie
ossessioni. So quanto Berlusconi sia ricco e potente, naturalmente non
ignoro questo, ma se osservo la situazione mi pare di vedere invece un
poveruomo che non sa più che pesci prendere, che non sa più dove
andare, che si agita in modo scomposto, provocando danni che poi sarà
molto difficile riparare.
È come coloro che di fronte ad una storia esaurita non sanno come
mettere la parola fine; come quei tanti - è capitato anche a me - che
quando prendono la parola e fanno un discorso non sanno come
concluderlo e vanno avanti in questo modo. Siamo in questa situazione.
Mi pare che la fiducia confermi questo fatto, cioè che prevalga in voi,
coinvolgendo in questo tutti, l'attesa inerte di una fine i cui segnali
sono sempre più evidenti.
Anche la vicenda delle liste - lasciatemene parlare - è esemplare da
questo punto di vista. È ovvio che dietro la questione delle liste, che
contribuisce così tanto ad inasprire il confronto politico in questo
momento, vi è una questione di regole; ma guardate che il problema
principale non è una questione di regole ma di sostanza.
Provate per un attimo a cambiare il posto che ciascuno di noi occupa e
a guardare da un altro punto di vista questa realtà; provate a
immaginare che non sia stato il PdL a sbagliare la presentazione delle
liste a Roma, ma che sia stato il Partito Democratico e onestamente
rispondete a questa domanda: avreste emanato questo provvedimento?
Avreste preso queste decisioni? Ma io la stessa domanda, caro
Presidente, la rivolgo a noi. Se fosse capitata una cosa così a voi
mentre noi eravamo al Governo, l'avremmo fatto?
Su questo punto si trova la gran parte dei problemi che stiamo
affrontando. Se lo avessimo fatto noi per voi o voi per noi è evidente
che il provvedimento sarebbe stato del tutto costituzionale, perché la
Costituzione non è solo un insieme di regole, ma è anche una spinta
verso l'equità, la giustizia e l'imparzialità nell'uso del potere. È
tutto questo che oggi è in discussione.
Cercare una soluzione politica avrebbe avuto un senso, perché
significava affrontare questo problema. La richiesta che avevamo fatto
noi di riconoscere un errore non era semplicemente la pretesa di
incassare rapidamente qualcosa da spendere sul mercato elettorale nelle
prossime settimane, ma era la premessa per affrontare una discussione
politica seria, di cui non abbiamo bisogno noi o voi, ma di cui ha
bisogno il Paese in questa crisi politica.
Quello che è incostituzionale non è mettere mano alle regole quando
questo è necessario; quello che è incostituzionale nella sostanza è
farlo solo per se stessi, è eludere un confronto che su questo
rappresenti un punto d'equilibrio per i cittadini. Questa è a mio
parere la questione essenziale.
Naturalmente, quando di fronte a tale questione c'è qualcuno che parla
di impeachment del Presidente della Repubblica penso che si tratti solo
di una mascalzonata politica (Applausi dal Gruppo PD).
Oggi su questo episodio, se non siamo ciechi, possiamo leggere una
sintesi della situazione politica italiana e dell'impasse, della
paralisi nella quale tutti siamo. Con il voto di fiducia di oggi e con
gli atti politici che state compiendo in questi giorni voi mettete in
evidenzia quello che, io dico, purtroppo siete diventati: un ostacolo
per un Paese che ha bisogno di cambiare.
Qui lo stenografico completo
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