martedì 20 luglio - Seduta n. 56 Commissione Straordinaria Diritti umani
Il presidente MARCENARO
sottolinea l'importanza della seduta odierna ringraziando per la sua
disponibilità a parteciparvi l'illustre ospite iraniana, prima donna
musulmana ad essere insignita del Premio Nobel. Continua oggi il lavoro
della Commissione del Senato sulla tutela dei diritti umani in Iran che,
va ricordato, ha trovato uno dei suoi momenti più alti e significativi
nella partecipazione proprio della premio Nobel Shirin Ebadi ad una
seduta della Commissione stessa l'anno scorso.
Ricorda che nei
giorni scorsi è avvenuta la liberazione di Narges Mohamadi e chiede
notizie circa le sue condizioni di salute. Analogamente chiede
informazioni circa le guardie carcerarie condannate a morte in Iran a
seguito delle violenze poste in essere successivamente alle
consultazioni elettorali. Auspica una interruzione della spirale della
violenza a tutela dei diritti umani di ogni soggetto.
Auspica che l'odierna audizione possa fornire spunti sulle modalità per
sostenere il processo di democratizzazione del paese e sulla situazione
iraniana, estremamente instabile sotto numerosi profili.
Shirin
EBADI nel prendere la parola informa preliminarmente che Narges
Mohamadi successivamente alla liberazione non ha ancora purtroppo
recuperato buone condizioni.
Richiama altresì la preoccupazione
per la condanna inflitta ad una giornalista curda per le idee da lui
espresse, nonchè per l'avvenuto arresto di un importante giornalista
impegnato sul fronte della tutela dei diritti umani.
La
situazione in Iran desta preoccupazione sotto numerosi profili, da un
lato per l'aumento del costo della vita e dall'altro per i ripetuti
episodi di violazione dei diritti umani posti in essere da un regime
sempre più debole, e rispetto al quale si è andata sviluppando una
consistente opposizione. Peraltro, anche all'interno del regime
medesimo ci sono voci discordi, poichè vi è una parte preoccupata che
gli episodi di violenza e gli atteggiamenti di politica estera e interna
possano condurre alla caduta del regime. Richiama che risulta di
estremo interesse per la popolazione l'istanza di posti di lavoro e di
maggiori libertà, a fronte dell'aumento del livello di povertà.
Dà
conto degli episodi che si sono verificati nelle ultime due settimane
nei bazar di Teheran e di altre zone dell'Iran, che sono chiusi in segno
di protesta rispetto al Governo non solamente per motivi di pressione
fiscale, ma anche per istanze di tipo prettamente politico rispetto a
decisioni che hanno portato a sanzioni economiche contro l'Iran.
Ricorda
altresì le tensioni etniche e gli attentati che si sono verificati in
una moschea sciita e per ritorsione nelle zone sunnite. In tale
contesto, l'opposizione tenta di non esasperare le situazioni.
Quanto
ai modi con cui l'Occidente può esercitare una influenza sulla
situazione iraniana, evidenzia la necessità di non concentrare
l'attenzione esclusivamente sulla problematica del nucleare,
soffermandosi invece sulla tutela dei diritti umani.
Dichiara la propria contrarietà tanto alla prospettiva di un attacco
militare quanto alla proposta di sanzioni economiche che non farebbero
che peggiorare le già difficili condizioni della popolazione, e
suggerisce invece iniziative che incidano direttamente sull'apparato
governativo, a livello di accordi commerciali ed economici, ma anche
negando i visti di ingresso per le delegazioni governative iraniane.
Viceversa, costituirebbe un importante forma di pressione quella di
chiedere al Ministero degli esteri iraniano di fare ingresso nel paese
per incontrare i rappresentanti della società civile, quali avvocati,
giornalisti, artisti, studenti e leader dell'opposizione. Il Governo con
tutta probabilità negherà il permesso, e tuttavia si darà un segnale di
attenzione rispetto al popolo iraniano.
Prendono quindi la parola con domande e osservazioni il presidente MARCENARO,
nonché la senatrice Mariapia
GARAVAGLIA (PD) i senatori PERDUCA
(PD) e FLERES
(PdL).
A tutti risponde la Premio Nobel Shirin
Ebadi.
Il PRESIDENTE, chiude la seduta ringraziando
Shirin Ebadi e i senatori per la presenza e la partecipazione al
dibattito.
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