| Mozione Cosentino, le ragioni del mio dissenso dal Gruppo |
| giovedì 26 novembre 2009 | |
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dal dibattito in Aula del 25/11/2009 Dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo di Pietro Marcenaro sulla “mozione Cosentino” MARCENARO (PD). Signor Presidente, in dissenso dal mio Gruppo non parteciperò al voto. Il mio nome e cognome, senatore Zanda, è Pietro Marcenaro. Non parteciperò al voto da un lato per sottrarmi a questo clima e dall’altro per tre ragioni e convinzioni specifiche. La prima è che questa mozione poteva avere un senso nell'ottobre 2008, quando fu presentata: non vi era un procedimento giudiziario in corso, o almeno non se ne aveva notizia. Oggi vi è una procedura in corso: la Camera dei deputati è chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione all'arresto e penso che in questo nuovo quadro questa mozione avrebbe dovuto essere ritirata. La seconda è che non mi sento, in coscienza, di esprimere un giudizio di colpevolezza. Questo sarebbe indubbiamente il significato di un voto favorevole, al di là della lettera della mozione e della stessa volontà dei proponenti. Voglio avere le carte in regola anche per poter condurre in modo più limpido la battaglia contro quella che considero una manomissione della giustizia e del diritto, che maggioranza e Governo stanno cercando di mettere in atto. La terza ragione , infine, è che non intendo alzare la palla ai senatori Gasparri e Quagliariello, che dipingono una notte della giustizia cui tutte le vacche sono nere, una notte in cui non ci sono verità processuali da conoscere e da verificare, ma un complotto, anzi una serie ininterrotta di complotti, passati, presenti e soprattutto futuri, da denunciare e da mettere a tacere. Per queste ragioni penso che sia un errore arrivare al voto in questo modo su questa mozione, e per questo non vi parteciperò. (Applausi dei senatori Perduca, Poretti, Morando e Morri). Stenografico completo del dibattito Trackback(0)
Commenti (1)
![]() mozione cosentino scritto da annamaria vassale, novembre 26, 2009
andrebbero precisate in termini più comprensibili e in modo più articolato che nella dichiarazione di voto le ragioni del dissenso
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